Mercoledì 29 aprile abbiamo realizzato il quarto incontro del percorso “Armadi felici e le cinque pelli” con i ragazzi e le ragazze delle medie dell'Istituto Comprensivo plesso di Aritzo. L'incontro 'e stato sviluppato all'orto sociale di Belvi.

Tantissime magliette e pantaloni presenti oggi nei nostri armadi sono realizzati in cotone misto a poliestere, un materiale derivato dal petrolio che li rende particolarmente elastici e resistenti, ma anche molto inquinanti per l’ambiente. E allora cosa succede quando questi capi non possono più essere utilizzati? Quale parola magica viene in nostro aiuto per proteggere il pianeta?
La parola magica: RICICLA! “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”

Riciclare ♻️ significa trasformare ciò che verrebbe scartato in un nuovo prodotto. È un pilastro dell’economia circolare perché prolunga la vita dei materiali, riducendo l’inquinamento, lo spreco di risorse e l’uso di materie prime vergini.
Un laboratorio pratico sul riciclo: da maglietta a fettuccia
Durante l’attività, svolta all’orto sociale sotto gli alberi del noccioleto, i ragazzi e le ragazze hanno lavorato in coppia, utilizzando semplici strumenti come le forbici. A partire da vecchie magliette e pantaloni, hanno realizzato rotoli di fettuccia, ottenendo un materiale resistente ed elastico, pronto per essere riutilizzato in nuove creazioni (uncinetto, intreccio..).
L’esperienza ha favorito lo sviluppo della manualità, della collaborazione e della consapevolezza ambientale, mostrando in modo concreto come sia possibile trasformare ciò che crediamo un rifiuto in una risorsa.

Ci piaceva l’idea di stare all’orto, perche la natura sa cosa è il riciclo!

Parlare della seconda pelle è parlare delle fibre e dei tessuti. Come riconoscere i vari tipi di tessuti?
Osservatevi, toccate i vostri vestiti Di cosa sono fatti i vestiti che indossiamo?
Da dove provengono le fibre con le quali sono stati fatti? E dove andranno questi vestiti quando non li useremo più?
Per secoli, le fibre provenivano da ciò che era vicino: i campi, le foreste, gli animali o le piante. Ogni cultura aveva i suoi materiali, i suoi processi, il suo rapporto con ciò che indossava. Le fibre possono derivare da piante come il cotone, da animali come la lana o il cuoio, ma addirittura da batteri, alghe, perfino dal latte.
Ma i tessuti piu comuni, sappiamo riconoscerli? lino, lana, cashmere, seta, cotone…
abbiamo giocato a toccarli e riconoscerli. Abbiamo anche visto come funzionano le etichette e quanto sia importante saperle leggere e capire.
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Pensare alle fibre naturali e come ci siamo disconnessi dalla possibilità di immaginare altre forme più sostenibili, alcune di queste fibre stanno riprendendo importanza attualmente, per la necessità urgente di regolare la produzione con sguardo e cura verso l’ambiente e le persone.
Oggi, nel mezzo di una crisi ambientale senza precedenti, è importante ripensare la nostra seconda pelle: i vestiti e la loro impronta ecologica.
E per te, cosa significa vestirsi?