La Valigia Leggera è nata da un sogno condiviso tra il CEAS di Belvì e il CEAS di Muravera all'interno dei progetti di educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile sulla tematica della “fast fashion” destinato agli enti pubblici titolari di CEAS iscritti nella sezione A del RERC (Azione 2 - DGR n. 35/69 del 04.07.2025)

All’inizio avevamo immaginato due gruppi di studenti della stessa età che percorressero insieme il progetto Armadi Felici, dialogando a distanza attraverso i loro pensieri, i loro vestiti e le loro esperienze.
La realtà ci ha portato altrove.
A Belvì il progetto ha coinvolto i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di primo grado. A Muravera, invece, non essendo stato possibile attivare la collaborazione con le scuole medie, il percorso è stato accolto dagli studenti e dalle studentesse dell’Istituto Superiore I.IS.S. Einaudi-Bruno.
Abbiamo scelto di non rinunciare all’idea del ponte.
Anzi, abbiamo deciso di renderlo ancora più significativo. Abbiamo deciso di trasformare questa differenza in una ricchezza.
Perché l’obiettivo non era mettere a confronto due classi uguali.
Era costruire un ponte tra due territori.

Così è nata La Valigia Leggera.
Una valigia che non trasporta semplicemente vestiti.
Trasporta pensieri.
Ricordi.
Desideri.
Messaggi scritti a mano.
Oggetti che qualcuno ha scelto di lasciare andare con gioia, immaginando la felicità di chi li avrebbe ricevuti.

La 'Valigia Leggera che Viaggia: un’azione simbolica e concreta che collega i territori di Muravera e Belvì, favorendo scambi educativi, narrativi e culturali tra studenti, scuole e comunità locali.
Ogni viaggio della valigia racconta che il dono può diventare relazione, che l’economia circolare può nascere dall’incontro tra persone che non si conoscono e che due comunità, anche se lontane, possono prendersi cura l’una dell’altra.
Per noi, Belvì e Muravera non sono stati due progetti paralleli.
Sono diventati due estremi dello stesso filo.

E la Valigia Leggera continua il suo viaggio perché quel filo non si spezzi, ma continui ad intrecciare storie, territori e comunità.