
“L’uomo deve vivere bene nelle sue pelli, dal proprio corpo fino alle cose esterne del corpo, che però sono sempre la nostra pelle perché si ripercuotono sul nostro corpo e quindi sulla nostra mente. Se si costruisce la bellezza, si vive automaticamente nel giusto equilibrio” Hundertwasser
La Residenza artistica “Ordito e trama” sviluppata dal 7 al 11 aprile a Belvi (NU), alla ricerca di connessioni con esperienze di altri territori sul tema della sartoria sociale e dell’eco-sartoria con uso di materiali ecologici e di riciclo. È stata un’occasione per allargare la rete tra associazioni, professionisti ed artigiani che promuovono un’economia circolare e con cui si possano creare nuovi basi per crescere e agire.

La residenza artistica era una delle azioni del progetto “Cinque Pelli – Uno sguardo ecologico per scelte consapevoli” finanziato dalla Regione Sardegna e si ispira alla teoria delle “cinque pelli” di Hundertwasser e alla sua visione colorata e asimmetrica, che si riflette sia nei suoi dipinti che nelle sue architetture, celebrando la diversità e rifiutando la monotonia.
La domanda che ci siamo fatti è:
Come possiamo riflettere, trasformare e creare insieme per un futuro tessile più sostenibile?
Per Friedensreich Hundertwasser, la “seconda pelle” è il nostro abbigliamento: un’estensione del corpo umano che deve essere libera, unica e in armonia con chi siamo davvero.
Il paese di Belvì, sede della residenza, è da anni aperto alle commistioni artistiche e per questo si sposa bene con “la filosofia della bellezza” di Hundertwasser, le sue stradine sono infatti costellate di opere d’arte frutto di precedenti residenze artistiche. Il suo essere al centro della Sardegna immerso tra castagneti e noccioleti lo rende particolarmente suggestivo e di ispirazione per chi lo abita, anche temporaneamente.
Hundertwasser sfidava la standardizzazione della moda e ci incoraggiava a trasformare l’abbigliamento in un’opera d’arte personale, un simbolo di libertà e creatività.

La metodologia di “Ordito e trama” ha creato contesti facilitanti e momenti di condivisione per lo scambio di esperienze e idee tra gli artisti, per la co-progettazione e la co-creazione di proposte creative che hanno dato una nuova vita a stoffe e materiali da riciclo e/o naturale.
5 artisti/tessitori/sarti hanno partecipato, ognuno come singolo filo, portando la propria esperienza, il proprio sguardo e tante idee. Una settimana di condivisione con la comunità che si è affacciata al nostro laboratorio in piazza, che ci ha aiutato a tagliare tessuti, a cucire, che ci ha invitato nelle loro case tra un caffè e regali di tessuti e storie.

Una residenza ricca di emozioni e di bellezza, condivisa anche l’ultimo giorno alla Festa della Primavera il 12 aprile con la “Sfilata della sostenibilità ” una filata di consapevolezza e crescita, un modo per farci delle domande su quello che indossiamo e su ciò che lasciamo dietro.


Il nostro orto sociale è stato abbellito da bandierine di tessuto riciclato, tagliato e cucito dagli artisti e da chi ci ha voluto aiutare, e che potranno essere utilizzate in future altre feste.
Sono spuntate bellissime ali di tessuti, salvati dal destino della discarica, che hanno accompagnato la nostra sfilata di abiti riparati e di seconda mano. Storie di vestiti di tutti i giorni e di quelli della tradizione.
Un ragno, completamente realizzato con materiali di riciclo, ci guardava da sopra la Yurta mentre una marionetta e una valigia leggera ci hanno salutato facendoci riflettere sui principi della sostenibilità ambientale, sociale e sull’equità generazionale e sul tempo dei nostri vestiti.


Ringraziamo di cuore tutti quelli che hanno contribuito a rendere questa residenza una esperienza di crescita e di bellezza!

Grazie delle foto Antonello Medas, Ilaria Ditta e Mara Lasi